martedì 2 dicembre 2014

Trippa al sugo e menta - Sa Busecca Cagliaritana - di Stefania Pisanu

(California)

Questo è un piatto classico della cucina campidanese, molto gustoso, arricchito dalla menta e pecorino sardo!

500 g di trippa
Pelati
Cipolla
Qualche foglia di menta
Pecorino grattuggiato 
Olio extra vergine d'oliva
Sale

Lavate molto bene la trippa, e tagliatela a striscioline.  Mettetela in una pentola con acqua salata e fatela cuocere per 1 ora.

Scolatela e preparate il sugo.

Tritate la cipolla, fatela rosolare a fuoco moderato con un po’ d’olio in un tegame,  quando si è dorata unite il passato di pomodoro, mescolate con il cucchiaio di legno e lasciate cuocere per una decina di minuti.

A questo punto unite la trippa al sugo e fate cuocere il tutto a fuoco moderato per circa 1 ora.
Aggiungete quindi le foglioline di menta e fate cuocere ancora per qualche minuto.
Servite nei piatti e spolverate con abbondante pecorino.


Penne in crema di zucchine alla menta di Valeria Casti Poblete

(Giappone)

Zucchine
Scalogno
Menta
Basilico
Prezzemolo
Panna
Gamberi o Salmone


La ricettina è facilissima. Fai rosolare le zucchine con lo scalogno, aggiungi la menta, basilico e un po' di prezzemolo. Passi al mixer con l'aggiunta di panna. Regoli tu la consistenza... Io sono intollerante al lattosio perciò preferisco aggiungere un po' più di olio d'oliva o acqua di cottura della pasta se proprio è troppo denso e non abbondare troppo con la panna. Se si vuole si possno aggiungere gamberi o salmone, stanno bene con le zucchine.


Carpaccio di baccalà con ceci e arance di Donatella Talone

(Germania)

Questo è un piatto di cui andavo matta durante i miei soggiorni in
Portogallo. La prima volta l'ho mangiato presso un ristorante brasiliano e le
seconda volta a casa di un'amica portoghese.
Unica mia variante, l'aggiunta di arancia che dà quel senso
di acidità che sta molto bene sia con ceci che con il baccalà. Inutile
precisare che serve del baccalà salato di ottima qualità. La reidratazione in
acqua serve a far riemergere tutto il sapore originale del merluzzo, per cui
non abbiate paura se dovete lasciare in ammollo qualche giorno in più. Il
baccalà deve tornare ad essere un merluzzo. 

Per 4 persone
Un bel pezzo di baccalà di circa 300-400 g tenuto in ammollo cambiando l'acqua giornalmente
(fino anche a 5 giorni)
1 barattolo di ceci biologici o meglio lessati da voi
Mezza cipolla

Mezzo spicchio d'aglio
Prezzemolo
Pepe
Olio d'oliva
Succo di arancia
1 arancia spellata e tagliata a pezzettini

Con l'aiuto di una pinzetta deliscare il baccalà e togliere la pelle. Mettere gli
straccetti di baccalà in una ciotola, aggiungere dell'aglio sminuzzato finemente
(a cui avrete tolto la parte verde interna), mezza cipolla tagliata finissima,
pepe e prezzemolo. Aggiungete i ceci e fate un'emulsione con olio e succo di
arancia e lasciate macerare per almeno due ore. Prima di servire, aggiungete
l'arancia spellata a pezzettini.


Zuppa di carciofi di Valentina Cirasola

(California)

Ingredienti:
4 carciofi
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco  (circa 1/4)
brodo di verdure, pollo o manzo
olio di oliva
sale a pepe a piacere

Spelare la parte dura dei carciofi come si spela un fiore fino a quando apparirà la parte verde chiaro, che è la parte più tenera dei carciofi. Preparare una ciotola con acqua acidulata con limone per non fare annerire i carciofi e le mani.
Tagliare i carciofi a circa 4-5 cm dalla punta e tagliare anche lo stelo (eliminare la parte dura e aggiungere ai carciofi puliti).
Dividere a metà i carciofi e togliere la parte fibrosa dal centro che non è commestibile.
Dividere ogni metà in pezzi più piccoli e metterli tutti puliti nell’acqua acidulata.

In una padella con olio di oliva saltare una cipolla tagliata finemente.
Unire i carciofi fino a che si saranno un po’ appassiti.
Aggiungere un bicchiere di vino bianco e far evaporare.
Coprire con brodo di verdure, di pollo o di manzo a piacere. Acqua va bene ugualmente.
Coprire la pentola con il coperchio e fare cuocere a fuoco lento.
Alla fine aggiungere prezzemolo tagliato grossolamente e parmigiano grattuggiato.
Unire dei crostini all’aglio, o riso bianco.

Valentina Cirasola è nata in Italia in una famiglia di artisti e amanti del buon cibo. Sin da giovane età è stata interessata al cibo nella storia, rimedi naturali e cibo di diverse culture. Valentina e’ una disegnatrice di interni - www.valentinadesigns.com - La parte di una casa che ama disegnare sono le cucine interne e da giardino, le cantine per vini, la stanze per maggiordomi (in America molto comuni) e le sale da pranzo o da gioco. E’ autrice di tre libri, due sulla cucina pugliese ed uno sulla teoria del colore, entrambi diponibili su
Amazon: http://goo.gl/xUZfk0
Barnes&Nobles: http://goo.gl/q7dQ3w


lunedì 1 dicembre 2014

Cantucci di Rita Goi

(Nigeria)

500 g farina
500 g zucchero
4 uova intere e 2 tuorli
buccia grattuggiata di un'arancia
(Io ci metto anche un pizzico di anice)
250 g di mandorle con buccia tostate e pestate a mortaio
1 cucchiaino di lievito

Fare la fontana con la farina setacciata  con il lievito. Aggiungere lo zucchero, le uova sbattute a forchetta, la buccia d'arancio grattuggiata, l'anice in grani o liquore e le mandorle pestate. Impastare bene, formando poi due salsicciotti schiacciati alti 2-3 cm. Infornare a 150 gradi per circa 30 minuti Quando li vedete leggermente dorati toglierli dal forno lasciandoli asciugare un pò.Tagliarli  a fette di 1,5 cm. e rimetterli in forno per altri 20 minuti.


La pappa al pomodoro di Franca Brigiotti Pedroni

(California - USA)

La pappa al pomodoro è un primo piatto "povero" della cucina toscana di origine contadina.

La ricetta che seguo io é la seguente:

1 kg pomodori maturi
300 g di pane raffermo tipo toscano
pezzetti di formaggio tipo parmigiano e groviera
aglio, basilico, olio, sale, pepe e parmigiano grattugiato

Cuocere i pomodori tagliati a pezzi con un pó di sale, uno spicchio di aglio e qualche foglia di basilico  Una volta cotti passare il tutto. Rimettere la passata in un tegame con un altro spicchio di aglio e foglie di basilico spezzettate (possibilmente con le mani)  aggiungere il pane tagliato a fette sottili ed i pezzetti di formaggio e mescolare fin quando il pane sarà tutto sfatto.
Mettere nel piatto, un giro di olio extravergine d'oliva,  cospargere di parmigiano grattugiato e decorare con qualche foglia di basilico.

Notizie circa la pappa al pomodoro
La pappa col pomodoro fu conosciuta fuori dalla Toscana  per la prima volta nel 1912 perché presente al centro di una delle più celebri pagine de   "Il giornalino di Gian Burrasca"  dello scrittore fiorentino Vamba.
Inoltre negli anni '60 del XX secolo, in occasione della trasposizione televisiva di questo libro, la pappa col pomodoro fu cantata in una celebre canzonetta di Rita Pavone ("Viva la pappa col pomodoro") facente parte della colonna sonora dello sceneggiato, scritta da Lina Wertmuller e musicata da Nino Rota   


The tomato soup is a poor peasant  dish of Tuscan origin.


Ingredients

1 kg ripe tomatoes
300 g of stale tuscan style bread cut in slices
pieces of cheese like parmesan and gruyere
garlic, basil, olive oil, salt, pepper and grated Parmesan cheese

Cook the tomatoes in a saucepan with some salt, one garlic clove, and few basil leaves. Once cooked crush the sauce in a food processor. In the same saucepan put the crushed tomatoes, one more garlic clove, few basil leaves, the bread and pieces of cheese. Cook until the bread is soft and combined with the sauce. Salt and pepper to taste. Serve with some olive oil and sprinkle with parmesan cheese and top with basil leaves.

Interesting facts
Pappa col pomodoro was known outside of Tuscany for the first time in 1912 because at the center of one of the most celebrated pages of "The magazine of Gian Burrasca" the Florentine writer Vamba


Also in the 60s of XX century, when transposing television of this book, pappa col pomodoro was sung in a famous song by Rita Pavone ("Viva la pappa col pomodoro"), part of the soundtrack of the drama, written by Lina Wertmuller and music by Nino Rota

domenica 30 novembre 2014

Risotto ai funghi e zucchine trifolate in crema di zucca di Donatella Zoccolan

(North Carolina - USA)

Ecco il mio risottino di ieri sera. Una bontà.
Ricetta di mia invenzione 
Ingredienti:
Riso tipo Arborio
200 g funghi tipo porcini (o portobello)
3 zucchine medie
1 cipolla rossa (dolce)
500 g zucca (butternut squash)
Parmigiano reggiano
2 spicchi d'aglio
salvia fresca
Olio d'oliva
Prezzemolo
Noce moscata
Mix di spezie italiane: timo, maggiorana, basilico, rosmarino (secche)
Vino bianco secco (Sauvignon)
Brodo/dadi quanto basta
Preparare a priori:
Funghi trifolati in olio di oliva, aglio, un pezzettino di dado e prezzemolo (io tolgo l'aglio a fine cottura)
Zucchine trifolate in olio d'oliva con un po' di dado e il mix di spezie italiane.
Zucca cotta nel brodo con aggiunta di un pizzico di noce moscata e poi frullata con il suo brodo.
In una pentola antiaderente fare soffriggere ed imbiondire la cipolla in olio d'oliva. Aggiungere il riso e fare mantecare con un bicchiere abbondante di vino bianco secco. Fare evaporare il vino. Aggiungervi i funghi e le zucchine trifolate precedentemente. Per la cottura aggungere gradualmente mestoli di crema di zucca e mestoli di brodo caldo. Quando il riso e' cotto aggiungervi il burro nel quale si sara' fatta soffriggere qualche foglia di salvia sminuzzata. Aggiungere il parmigiano reggiano grattugiato e voilà!

sabato 29 novembre 2014

Pizza in teglia tipo focaccia di Stefania Pisanu

(California)

Ecco la mia seconda ricetta, e guarda caso è un'altra pizza!

1 kg di farina
750 g acqua
1 cucchiaino malto o miele
8 g di lievito secco
1 cucchiaino di glutine
20 g sale

Versare tutta la farina con il glutine nella planetaria, aggiungere il lievito e il malto o miele, iniziare ad incorporare l'acqua, lasciandone da parte 200 grammi. Far incordare, unire il sale e versare piano piano la restante acqua. Versare in una ciotola e fare due giri di pieghe a distanza di trenta minuti. Ora si può lasciar lievitare a temperatura ambiente per 3-4 ore, ma io l'ho messa in frigo per quattro ore perché era mattina e non la dovevo cuocere fino alla sera. Poi l'ho tolta dal frigo e lasciata lievitare altre 3 ore a temperatura ambiente (deve triplicare). Ribaltare sul piano, dividere in due e mettere nelle teglie con pochissimo olio sotto e aspettare una mezz'oretta prima di stenderla. Poi stendere delicatamente, aspettare un'altra ora e cuocere a 450 F con solo sugo per i primi 10min e poi con mozzarella per gli ultimi cinque minuti.


venerdì 28 novembre 2014

Biancomangiare di Veronica Saputo

(Londra)

Si tratta di una ricettiva semplice e carina. "Le blanc manger" è un'antica ricetta normanna, pare che in Sicilia sia arrivata proprio grazie a questa popolazione giunta lì durante il medioevo e che gli arabi, che i normanni trovarono sul posto, arricchirono con l'aggiunta di scorza di limone grattugiato, cannella e chiodi di garofano. In Sicilia è il dessert semplice e che i bambini amano, lo si può servire alla fine di una cena se magari versiamo la crema all'interno di coppette di arance che abbiamo svuotato precedentemente "all'uopo" ahahahaha....!

1 litro di latte

100 gr di amido di riso
200 gr di zucchero
cannella
scorza di limone grattugiato
chiodini di garofano... per piacere, i chiodini in un sacchetto di garza, vanno tolti al momento della cottura. 

Bene e adesso mescolare insieme tutti gli ingredienti, finché l'amido e lo zucchero non si siano sciolti, dopo di che hop... sul fuoco... dolce,mi raccomando! Mescola che ti mescola e poi ancora... mescola, finche' la densa crema bianca, liscia, morbida, profumatissima non si sarà formata! Eccola, finalmente!!! Togliamo il sacchettino di chiodi di garofano, versiamo la crema in un piatto da portata, e facciamola raffreddare per bene! Servire magari con un bicchierino di limoncello! 
Se si vuole mentre la cremina è calda la si potrebbe distribuire in delle coppette di scorza di arancia... un incanto!


giovedì 27 novembre 2014

Bonet di Alice Massa

(Giappone)

Il bonet (che si pronuncia “bunet”) è un dolce tipico piemontese, una sorta di budino al gusto di cioccolato e amaretti. Tradizionalmente ha forma rotonda, si fa nel tipico stampo da budino (stampo che in piemontese si chiama a sua volta proprio “bonet”), ma io qui in Giappone non ce l’ho (ancora) e quindi lo preparo nello stampo del poundcake. E’ comunque ottimo.
La ricetta che vi propongo non è quella tradizionale, che vorrebbe sei uova per ogni mezzo litro di latte, ma una versione più leggera che anni fa mi insegnò Rosalba, la mamma della mia amica Raffaella, che negli anni del liceo mi ha insegnato forse senza volerlo tante cose in cucina e che ora non c’è più, ma che mi sembra di incontrare di nuovo ogni volta che assaporo il “suo” bonet.

Ingredienti:
6 uova
un litro di latte intero
200 g di amaretti
8 cucchiai di zucchero
8 cucchiai di cacao

zucchero e acqua per il caramello

Preparazione:
Far scaldare il latte e versarvi gli amaretti sbriciolati grossolanamente. Lasciar raffreddare.
Nel frattempo preparare il caramello facendo sciogliere lo zucchero con un goccio di acqua senza mai girare. Quando il caramello sarà pronto, foderarvi lo stampo mentre è ancora caldo, e raffreddarlo (anche sotto l’acqua fredda) in modo che il caramello con scivoli via.
Mescolare il latte con gli amaretti ormai freddo con le uova, il cacao e lo zucchero e versare il tutto nello stampo.
Far cuocere il bonet a bagno maria in forno o sul gas, coperto, per un’ora abbondante, facendo attenzione che l’acqua non bolla mai (la mia è bollita e si vede dalla trama imperfetta).
Far raffreddare e trasferire in frigo, dove dovrà riposare almeno due ore prima di essere sformato.

Il bonet, forse proprio perché è uno dei dolci piemontesi più famosi e amati, ha numerose varianti. Le più famose sono: il bonet bianco (senza cacao) e quello con il rum. Entrambe eccellenti.